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Operazione Saturno

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1 Operazione Saturno il Lun Ago 22, 2011 6:27 pm

Grande, Grande, grande incontro.......Io con i sempre mitici Bersaglieri in trincea, 8° Bersaglieri con i Fallschirmjäger paracadutati in zona di guerra e Amandas con le sue orde Russe a tutto campo.....
I rinforzi devono arrivare alle truppe Italiane, queste devono mantenere la posizione.

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2 Re: Operazione Saturno il Lun Ago 22, 2011 6:34 pm

Da diversi giorni la terra trema. Salve di Katijusha e mortai da 120mm hanno rivoltato la terra come un gigantesco aratro. L’avamposto italiano sulla collina 193 è stato letteralmente investito. Dell’intero battaglione solo un plotone di Bersaglieri si è salvato. Sbandati e confusi, sotto il comando ferreo del Capitano Dindo, gli uomini hanno ripreso il controllo di se, ridisposto le poche armi rimaste funzionanti (un cannone da 105mm ed una coppia di mortai brixia) e da giorni attendono. Le notizie sono confuse, si dice che gli ungheresi siano stati travolti, che le due armate rumene siano state sgretolate da un terribile attacco sovietico. L’unica radio funzionante ha captato pochi e confusi segnali e, anche se nessuno ha la certezza cdi cosa stia accadendo, tutti sanno che non sarà un facile natale…

Nel frattempo si vedono carri sovietici correre lontano, sembra non si premurino di attaccare la posizione italiana…

Il Caporale Denelli corre dal Capitano Divari: “Sur Capiten, Sur Capiten! I Tedeschi i disi che i ghe riva a darne ‘na man! I riva coi cari e ci porta via de qua, che stan russi da per tuto!” infatti i tedeschi hanno inviato una colonna di armi e rifornimenti per sostenere la posizione italiana, la quale dalla collina 193 domina due importanti strade. Insieme alle armi e ai rifornimenti ci saranno anche alcuni corazzati ed un plotone di Fallschirmjager capitanati del Capitano Von Luke… i Bersaglieri possono sperare…

Ma i russi, nel mentre, hanno circondato la posizione italiana: mezza compagnia di fucilieri, con mitragliatrici e mortai, insieme a carri medi e leggeri si prepara a scardinare la posizione italiana ed intercettare il convoglio.

Nella notte fredda un grido terrifico giunge da lontano alle orecchie dei Bersaglieri: “URRAAAA! V’ATAKU!!!” Gli italiani si preparano: otturatori scattano, granate e caricatori passano di mano in mano, bestemmie e sigarette tremanti tra labbra strette. Con apprensione accolgono il rombo di un aereo… amico? Nemico? La tensione si scioglie: le insegne tedesche sulla ali delle “Tante Ju” sfrecciano lasciando dietro di se tanti piccoli funghi bianchi che scendono lenti. “Paracadutisti! Sono tedeschi, non siamo soli!”

Purtroppo il lancio non è dei migliori e una squadra si sfracella in un bosco di pini, solo due uomini sopravvivono. Anche una seconda squadra viene decimata dai rami di un bosco che spezzano gambe e colli…

Nel frattempo il convoglio tedesco compare all’orizzonte: un capocarro sospettoso nota una sagoma preoccupante tra i rami del bosco: con un assalto individua un T34-76 e prontamente apre il fuoco, spezzando un cingolo del carro sovietico. Ma Ivan non è solo: altri due Carri sono con lui e la loro missione è quella di eliminare il convoglio o morire. Si scatena quindi una battaglia tra i marder e i T34: uno scambio di colpi cui si uniranno anche 2 panzer III e che durerùà tutta la battaglia: ben presto due marder avvampano mentre un 3°cacciacarri perde i cingoli. Ma anche i T34 subiscono il fuoco preciso dei tedeschi.

Intanto la posizione italiana è sotto il fuoco russo: salve di mortaio leggero vengono dirette sulle trincee e la batteria dei brixia risponde colpo su colpo, falciando il 1°Plotone sovietico che si è lanciato in un attacco frontale. I fanti russi cadono falciati dai brixia e dalle fucilate ma non demordono e continuano la corsa. Vengono intercettati anche da un gruppo di paracadutisti che infligge loro terribili perdite ma resistendo al panico rendendo pan per focaccia e anche tra italiani e tedeschi si contano le prime vittime.
Gli uomini del Tenente Von Luke attaccano una batteria di mortai ma, pur causando molte vittime sono costretti alla fuga dal fuoco di risposta.

I carri leggeri BT7 corrono verso la posizione italiana, mandando in panico una squadra di fanti piumati col fuoco di mitragliatrici.
Una squadra di fucili AT cerca di colpire i camion del convoglio ma il fuoco non è preciso e vengono individuati da un panzerIII che li uccide tutti spazzando il bosco a colpi di mg.
Prosegue il tentativo sovietico di ridurre al silenzio la posizione italiana, ma questa non cede, ribatte colpo su colpo, la batteria brixia dilania altri fanti nemici e il cannone da 105mm, ricevute le coordinate della batteria di mortai apre un fuoco preciso che evapora 6 uomini su 10. Ma i russi non perdono il controllo e rimangono ai propri posti.

Il fuoco dei carri tedeschi non ferma i T34: nonostante i cingoli vengano spezzati e gli abitacoli dei carri si lordino di sangue e feci i russi continuano a tempestare il convoglio di proiettili perforanti, una squadra F.J. viene falcidiata dalla DT ma resiste al panico.

Un secondo plotone di fucilieri si unisce alla carica e i BT sono oramai alle pendici della collina 193. Il 1°plotone fucilieri subisce però perdite spaventose e gli uomini sono tentati dalla fuga: il Commissario tenta di trattenerli ma la truppa lo abbatte e fugge in preda al panico.

Continua lo scambio di cortesie tra i superstiti del QG F.J. e la batteria di mortai sovietici. Alla fine sono i russi ad avere la peggio, il test panico viene fallito.

Due camion vengono intanto centrati dal fuoco dei fucili AT, un terzo camion viene distrutto da un colpo di cannone esploso da un T34. Il marder zoppo però è decisamente stanco e con un preciso fuoco centra un carro nemico che esplode ed azzoppa il T34 vicino… purtroppo nell’esplosione viene coinvolta anche la squadra F.J. e i tre uomini superstiti passano nuovamente il panico. Il convoglio è oramai quasi annichilito ma i F.J. sono decisi a non demordere: una sacca esplosiva finisce sotto i cingoli del T34 ancora attivo mentre il Feldwebel, eliminato l’equipaggio di un T34, entra nel veicolo ed apre il fuoco col cannone. Per fortuna russa la cannonata non va a segno e la sacca esplosiva, pur infliggendo pesanti danni al carro non ne elimina la minaccia.

L’attacco alla collina 193 è invece destinato ad infrangersi sui petti coraggiosi dei bersaglieri: il 2°Plotone Fucilieri viene mandato in panico e anche questa volta il commissario non convince i suoi soldati che lo uccidono e disertano. I BT7 sono oramai sulla collina… ma ecco che con molotov e pazzaglia i bersaglieri saltano in groppa ai mostri d’acciaio ed uno dei due carri viene messo fuori uso. Anche se la squadra verrà eliminata dal fuoco della sezione maxime se ci vorranno altri due assalti per avere ragione dei tenaci BT7 alla fine i bersaglieri avranno la meglio, pur con pesanti perdite…

Con freddezza un panzer III apre il fuoco sui due F.J. che lo NKVD ha trascinato nella casa per interrogarli: non devono parlare e non parleranno: un colpo esplosivo e una sventola di mitragliatrice li condannano al silenzio eterno.

Il T34 superstite elimina l’ultimo camion del convoglio, condannando gli italiani all’isolamento ma con un ultimo gesto disperato la vendetta dei F.J. assume il sapore della rivincita: il paracadutista solitario lancia sul carro la sua ultima sacca esplosiva: l’effetto è devastante e l’esplosione divelle la torretta, condannando ad una morte orribile i carristi della Rodina.

Anche il Gruppo Comando Compagnia dei Sovietici viene intercettato dopo che si è esposto sparando contro la posizione italiana: anche qui la convergenza del fuoco dei brixia e delle breda causa il panico e anche questa volta il Commissario Politico risulta noioso e mediocre nella sua ramanzina retorica: il Tenente Kadunov gli esplode un colpo di Tokarev in faccia…

Oramai i russi hanno in campo meno di 10 uomini e la loro missione è riuscita solo per metà, impedendo al convoglio di raggiungere l’avamposto italiano.

I Fallschirmjager hanno fatto davvero i miracoli, distruggendo 2 T34 a suon di sacche esplosive, eliminando una batteria di mortai e determinando il panico di 2 interi plotoni di Fucilieri.

I Bersaglieri del Capitano Dindo sono stati ancora una volta degni combattenti e, seppur privi di armi AT moderne, hanno eliminato la minaccia di due pericolosi BT7 che con determinazione erano penetrati nelle fila italiane.

Insomma: botte da orbi, coraggio da leoni, totale assenza di pietà. Solo i fucilieri sono stati indegni e vergognosi (battaglione penale…), mentre i carristi, russi e tedeschi, hanno dato il meglio di se.

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